Murano : tra isola dei piaceri e industria del vetro

Le prime fornaci per la lavorazione del vetro presenti nella laguna veneziana risalgono all’inizio del VIII secolo d.C. sull’isola di Torcello. Poco alla volta quest’isola perde la sua supremazia, e nel 810 il governo si trasferisce in quella di Venezia che si sta sviluppando intorno al nucleo di Rivoalto con tutte le sue attività commerciali e produttive.

Di fronte a un centro abitato in forte espansione, il Maggiore Consiglio di Venezia decreta nel 1291 la distruzione di tutte le fornaci per la lavorazione del vetro esistenti “nella città di Rivoalto”. Questo decreto permette di limitare gli incendi in un agglomerato urbano dove l’architettura è ancora costituita in maggiore parte di legno.

A questo punto le vetrerie si spostano e si concentrano sull’isola di Murano. Questo permetterà al governo veneziano, alcuni secoli dopo, in particolare nel XVI secolo, epoca d’oro del vetro di Murano, di avere uno stretto controllo della produzione.
Murano, isola agricola e orto di Venezia, comincia allora la sua trasformazione e per secoli rimane un alto luogo di produzione vetraria e un centro di produzione ortofrutticola, ma anche luogo dei piaceri.

Spinti dalle esigenze dei nobili veneziani, vengono costruiti in mezzo ai giardini e frutteti, casini, edifici raffinati, lontani dagli sguardi indiscreti, che ospitano giochi d’azzardo e altri smarrimenti.

A poco a poco, i terreni coltivati spariscono davanti allo sviluppo dell’industria legata al vetro.
Ma ancora oggi è possibile ritrovare alcune testimonianze di questa altra epoca d’oro di Murano che Casanova descrive nel suo libro “Storia della mia vita”.

Murano è un’isola carica di storia, un’isola piena di segreti ma anche di leggende, una fonte d’ispirazione costante che vorrei condividere con voi.

Murano-Nicolas-Lauzeral

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